Uno zibaldone, un diario di viaggio, l'ombelico del mio mondo. Uno spazio di libertà in cui riversare suggestioni, emozioni, fantasie e progetti del desiderio.
Adoro Goya. E adoro soprattutto lei. Donna María del Pilar Teresa Cayetana de Silva y Alvarez del Toledo, meglio conosciuta come la Duchessa d'Alba. La modella prediletta di Goya. La sua musa. La sua amante. La fonte della sua passione e del suo dolore. Cayetana è uan seduttrice, aperta a tutte le esperienze, libera nel corpo e nella mente. Eppure vibra di una passione totale, che è evidente persino nel quadro, solo per Francisco. Il resto sono "balocchi e solazzi" nulla di più. Ed è qui l'ossimoro. Questa donna è una meravigliosa fonte di contraddiziuoni disciolte, intrecciate, fuse l'una nell'altra... esattamente come sono io. In me convivono luci e ombre, mescolate non tanto in una grigia penombra quando in un continuo lampeggiare di bagliori, scolorare di albe, addensarsi di nubi squarciate da oasi di sereno. Sono come Cayetana intessuta di contraddizioni. E seduttrice della vita prima di tutto.
lunedì 21 aprile 2008
Rifrazioni perverse
Gioco di specchi Gesti oscenamente ripetuti Sguardi Insistito osservare da insolito punto di vista A fuoco il piacere disciolto in fumosi contorni Labbra e dita avide nell’offrire perversi sentieri Insolito inseguirsi di parziali visioni Guizzare eccitato Rifrazione vogliosa Mi sciolgo all’unisono con la bagnata esplosione Banchetto di meretrici dell’anima Il nostro
La femminilità al potere: Le sue donne belle e rotonde ricordano le figure ritratte da Botero, ma Namio Harukawa vive e lavora nella terra del Sol Levante. Le sue figure femminili sono sensuali, debordanti, di uan femminilità assoluta e sfrontata pur nell'assoluta delicatezza del tratto. Le sue donne sono Femmine dominanti che amano sovrastare, soffocare e avvolgere totalmente un maschio sempre più piccolo, firidotto ad uan sorta di vibratore vivente , che viene utilizzato con sottile ironia e noncuranza dalla Padrona, in ogni occasione e circostanza
Bestie di Joyce Carol Otes edito da Mondadori è un piccolo libricino, poco più di 150 pagine che difficilmente si può dimenticare di aver letto, dopo averlo fatto. Ci costringe infatti, tutti, uomini e donne, o meglio maschi e femmine, a fare i conti con il nostro essere prima di tutto "bestie" e col fatto imprescindibile che lo siamo soprattutto a livello erotico. C'è una frase ricorrente nel libro che il professore amante carnefice ripete alla protagonista costantemente: "Siamo bestie e questo ci consola!!!".
"Chi sono io? Moisés Froissard Calderòn, calle La Florida 15, terzo piano interno B, salvatore di vite umane. O almeno questo è il mantra che mi ripeto ogni mattina al risveglio". Incipit folgorante quello del Mercante di Schiavi di Juan Bonilla edito da Frasinelli, un romanzo che ha il sapore di uan lunga confessione. A tratti esilarante, a tratti tragica, sempre sul filo di lama del grottesco.
L'odore di Rocco Familiari edizioni Marsilio è un piccolo gioiello. Un romanzo breve nemmeno 200 pagine che si legge in un fiato. E che dopo lascia con delle sensazioni contrastanti ad agitarsi nella testa e nello stomaco. E' un romanzo che racconta un'ossessione. Un'ossessione amorosa di un uomo per una giovane bellissima donna. Sua moglie. Una donna che non tocca da 10 anni. Una donna che vede una volta al mese dietro un vetro sporco. E la cui voce esacerba il suo tormento ogni sera al telefono. Quest'uomo è in carcere. Rinchiuso in una cella di 2 metri x tre per il resto della sua vita. Deve scontare 4 ergastoli per banda armata. Non sapremo mai cosa ha fatto e perchè. Non è importante saperlo. Quello che conta è l'ossessione dell'uomo per quella donna e per il suo odore che lo assale di notte, nei sogni, lo fa godere suo malgrado. E appena apre gli occhi su quella cella buia lo precipita di nuovo nell'angoscia dell'assenza. Ma l'uomo ha un piano. Ha trovato una soluzione.
Strano libello. Il vestito di Robert Alexis edito dal Ponte delle Grazie. Affascinante indubbiamente. Un centinaio di pagine fluide, scorrevoli che si leggono in un fiato. Una storia senza epoca e senza luogo preciso. Accaduta in un imprecisato punto della grande mitteleuropa casualmente all'inizio del secolo scorso. Ma avrebbe potuto essere oggi. Qui. Un uomo. Un soldato. Nobile, fiero. Ma introverso. Solitario. E uan donna misteriosamente perversa. Sfuggente e violenta anche nel suo darsi. Il padre di lei. Morbosamente legato alla figlia. L'odore della morte. Il mistero del piacere. L'assenza di limiti. E poi quel lembo di raso rosso nella vetrina. Lo attirà. Lo chiama in un certo senso. E lui non resiste. E allora tutto cambia. La sua vita stravolta. La sua natura più profonda rivelata. Ma il finale sorprende ancora...
La Compagnia delle donne di Khushwant Singh edito da Neri Pozza è un libro molto particolare, che dice quasi casualmente, sottotono, cose sul mondo indiano sia dal punto di vista sociale che erotico su cui vale invece la pena di riflettere a lungo. Soprattutto per una donna occidentale.
Senza tette non c'è paradiso. Non è un caso che in Colombia da questo divertentissimo romanzo di Gustavo Bolivar Moreno edito da Rizzoli ne abbiano tratto una telenovela di grandissimo successo.
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