Uno zibaldone, un diario di viaggio, l'ombelico del mio mondo. Uno spazio di libertà in cui riversare suggestioni, emozioni, fantasie e progetti del desiderio.
Adoro Goya. E adoro soprattutto lei. Donna María del Pilar Teresa Cayetana de Silva y Alvarez del Toledo, meglio conosciuta come la Duchessa d'Alba. La modella prediletta di Goya. La sua musa. La sua amante. La fonte della sua passione e del suo dolore. Cayetana è uan seduttrice, aperta a tutte le esperienze, libera nel corpo e nella mente. Eppure vibra di una passione totale, che è evidente persino nel quadro, solo per Francisco. Il resto sono "balocchi e solazzi" nulla di più. Ed è qui l'ossimoro. Questa donna è una meravigliosa fonte di contraddiziuoni disciolte, intrecciate, fuse l'una nell'altra... esattamente come sono io. In me convivono luci e ombre, mescolate non tanto in una grigia penombra quando in un continuo lampeggiare di bagliori, scolorare di albe, addensarsi di nubi squarciate da oasi di sereno. Sono come Cayetana intessuta di contraddizioni. E seduttrice della vita prima di tutto.
giovedì 24 gennaio 2008
BRANDELLI DI ME
Come su un foglio strappato. Imbratto le righe con brandelli di anima. Vomito parole. L’inchiostro si spande mio malgrado sul biancore di questo foglio rubato. Lampi di ricordi. Sensazioni, che vorticano ancora nello stomaco, incapaci di quietarsi. Emozioni a fil di pelle. Nervi e piacere. E ovunque calore. Calore nella memoria di volti sorridenti a tarda notte, in una camera d’albergo, senza divano. Camomilla e coca cola mentre le parole fluiscono leggere nella loro intensità. Calore, in quel ferro di cavallo allargato, nella bellezza di quei volti seduti intorno. Calore nell’amalgama spontanea di persone inesorabilmente differenti. Spontaneo chiacchiericcio. Cercavi una lacrima dolce. Non l’hai avuta. Ma io ho pianto. La mia anima ha stillato sudore salato. Non puoi non averlo visto. Mi ha regalato le mie parole in confezione deluxe. Curate, limate, trasformate da diamante grezzo in un gioiello montato in platino e sfaccettato di mille riflessi. E’ stato come se mi avessi pugnalato. Mi hai lasciato lì nuda. L’anima esibita. Senza fiato. Ne parole. Non ero commossa. Ero colpita dalla forza del sentimento. Dolorosa estasi dell’anima. Lo stomaco si contrae. Spasimi successivi. Ancora lampi. I ricordi colano fuori. La voce di Amy. Lo scorrere caldo di mani intrecciate. E’ passato così tanto tempo. Non credevo nemmeno di ricordare. Di essere ancora capace. E invece quella bocca morbida. Le curve intriganti di quei seni bianchi. I piccoli capezzoli ritti sotto i miei denti. La sua mano che affonda tra le mie cosce. E le tue mani che scorrono ovunque sulla mia pelle ambrata. Quietando ciò che impossibile quietare. Divoro la bocca di quella donna generosa e bellissima. E in ogni istante ti sento. Intorno a me. Fuso nel calore che cresce. Nella voglia, che mi contrae la fica. Mentre dita mescolate vi penetrano. Doveva essere un massaggio. E’ diventato un attimo di perfetto, inaspettato, rutilante piacere nel caos di un giorno qualunque. Il perlage del franciacorta colma i bicchieri di intenso sapore. Il vino scorre lieve in gola mentre seduti intessiamo una trama di parole fitte e vere. Piacere condiviso. Ancora una volta.
La femminilità al potere: Le sue donne belle e rotonde ricordano le figure ritratte da Botero, ma Namio Harukawa vive e lavora nella terra del Sol Levante. Le sue figure femminili sono sensuali, debordanti, di uan femminilità assoluta e sfrontata pur nell'assoluta delicatezza del tratto. Le sue donne sono Femmine dominanti che amano sovrastare, soffocare e avvolgere totalmente un maschio sempre più piccolo, firidotto ad uan sorta di vibratore vivente , che viene utilizzato con sottile ironia e noncuranza dalla Padrona, in ogni occasione e circostanza
Bestie di Joyce Carol Otes edito da Mondadori è un piccolo libricino, poco più di 150 pagine che difficilmente si può dimenticare di aver letto, dopo averlo fatto. Ci costringe infatti, tutti, uomini e donne, o meglio maschi e femmine, a fare i conti con il nostro essere prima di tutto "bestie" e col fatto imprescindibile che lo siamo soprattutto a livello erotico. C'è una frase ricorrente nel libro che il professore amante carnefice ripete alla protagonista costantemente: "Siamo bestie e questo ci consola!!!".
"Chi sono io? Moisés Froissard Calderòn, calle La Florida 15, terzo piano interno B, salvatore di vite umane. O almeno questo è il mantra che mi ripeto ogni mattina al risveglio". Incipit folgorante quello del Mercante di Schiavi di Juan Bonilla edito da Frasinelli, un romanzo che ha il sapore di uan lunga confessione. A tratti esilarante, a tratti tragica, sempre sul filo di lama del grottesco.
L'odore di Rocco Familiari edizioni Marsilio è un piccolo gioiello. Un romanzo breve nemmeno 200 pagine che si legge in un fiato. E che dopo lascia con delle sensazioni contrastanti ad agitarsi nella testa e nello stomaco. E' un romanzo che racconta un'ossessione. Un'ossessione amorosa di un uomo per una giovane bellissima donna. Sua moglie. Una donna che non tocca da 10 anni. Una donna che vede una volta al mese dietro un vetro sporco. E la cui voce esacerba il suo tormento ogni sera al telefono. Quest'uomo è in carcere. Rinchiuso in una cella di 2 metri x tre per il resto della sua vita. Deve scontare 4 ergastoli per banda armata. Non sapremo mai cosa ha fatto e perchè. Non è importante saperlo. Quello che conta è l'ossessione dell'uomo per quella donna e per il suo odore che lo assale di notte, nei sogni, lo fa godere suo malgrado. E appena apre gli occhi su quella cella buia lo precipita di nuovo nell'angoscia dell'assenza. Ma l'uomo ha un piano. Ha trovato una soluzione.
Strano libello. Il vestito di Robert Alexis edito dal Ponte delle Grazie. Affascinante indubbiamente. Un centinaio di pagine fluide, scorrevoli che si leggono in un fiato. Una storia senza epoca e senza luogo preciso. Accaduta in un imprecisato punto della grande mitteleuropa casualmente all'inizio del secolo scorso. Ma avrebbe potuto essere oggi. Qui. Un uomo. Un soldato. Nobile, fiero. Ma introverso. Solitario. E uan donna misteriosamente perversa. Sfuggente e violenta anche nel suo darsi. Il padre di lei. Morbosamente legato alla figlia. L'odore della morte. Il mistero del piacere. L'assenza di limiti. E poi quel lembo di raso rosso nella vetrina. Lo attirà. Lo chiama in un certo senso. E lui non resiste. E allora tutto cambia. La sua vita stravolta. La sua natura più profonda rivelata. Ma il finale sorprende ancora...
La Compagnia delle donne di Khushwant Singh edito da Neri Pozza è un libro molto particolare, che dice quasi casualmente, sottotono, cose sul mondo indiano sia dal punto di vista sociale che erotico su cui vale invece la pena di riflettere a lungo. Soprattutto per una donna occidentale.
Senza tette non c'è paradiso. Non è un caso che in Colombia da questo divertentissimo romanzo di Gustavo Bolivar Moreno edito da Rizzoli ne abbiano tratto una telenovela di grandissimo successo.
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